Diario d’Arcadia : le confessioni intime di Peter Doherty

Ospitiamo una breve ma profonda analisi dei Diari di Peter Doherty, leader del gruppo musicale dei Libertines e dei Babyshambles. L’autrice del pezzo è Aida Marrella, insegnate e traduttrice, laureata in Lingue Straniere presso Roma Tre con specializzazione in Letteratura Inglese. Vive tra Roma e Parigi.
I Diari di Peter Doherty sono pubblicati in Inghilterra da Thin Man Press (2014), detentori dei diritti. Aida Marrella sta traducendo i testi di Peter Doherty in italiano, in attesa di un editore.

 

Da più di due decenni Peter Doherty, leader dei Libertines e dei BabyShambles continua a far parlare di sé, ad indignare schiere di detrattori e a far sognare migliaia di fedelissimi fan.
Il vortice distruttivo dell’eroina, la tormentata storia d’amore con la top model Kate Moss, gli arresti per possesso di stupefacenti e l’amicizia con Amy Winehouse hanno contribuito a creare intorno a Doherty un’aura di epicità, ma anche un fertile terreno per maldicenze e deprecazioni.
Eclettico, camaleontico, Doherty è una personalità dalle mille sfaccettature e dai mille talenti. Poeta, musicista, pittore, attore, ma anche tossico, delinquente, eterno scavezzacollo: molte sono le etichette che si èguadagnato nel corso degli anni e che, a torto o a ragione, ne hanno forgiato la leggenda.

Scoprire chi si cela realmente dietro le indiscrezioni dei rotocalchi, le bravate, i miti e le storie metropolitane che lo riguardano, è un’impresa difficile ma non impossibile. Certamente rivelatori sono i testi delle sue canzoni: raffinati e profondi, colmi di citazioni colte e riferimenti alla storia, all’arte, alla letteratura. Il mito nei suoi versi la fa da padrone: Arcadia e Shangri-La diventano i luoghi mistici di un passato idilliaco in cui ripararsi per sfuggire alla realtà. All’Inghilterra invece, che trentanove anni fa gli diede i natali, si riferisce sempre col nome latino di Albione, dal bianco (albus) delle scogliere di Dover, la prima cosa che i romani avvistavano navigando in mare verso l’isola (c’èniente di più poetico?)

Ed è proprio Book of Albion (Diario di Albione) il titolo della prima raccolta di diari di Peter Doherty pubblicata da Orion nel 2007. A questa fa seguito una seconda raccolta intitolata From Albion to Shangri-La (Diario dArcadia), doviziosamente messa insieme dallinarrendevole editor Nina Antonia e pubblicata dalla Thin Man Press nel 2014 e da Le Castor Astral in Francia nel 2016.

I diari raccolgono sei anni (2008-2013) di pensieri, riflessioni e onirismi che Doherty consegna alla pagina non di rado sotto l’effetto di droghe, alcol e notti insonni. Le confessioni, che nella seconda raccolta diventano più confuse, caotiche e contorte, rivelano tutta la sensibilità di un artista in cui la musica e la letteratura si intrecciano in un legame indissolubile (a sedici anni Peter vince un premio di poesia indetto dal British Council, a diciotto viene ammesso alla facoltà di letteratura inglese della Queen Mary University di Londra, che poi abbandona).

Estimatore dell’oppio e dei suoi effetti al pari di un De Quincey, Doherty descrive gli stati narcotici provocati dagli stupefacenti in modo schiettissimo, senza tralasciare i dettagli corporali piùrepellenti…

Per un animo sensibile è curioso, per quanto in larga parte sgradevole, sperimentare linsensibile vuoto che avvolge lanima nel bel mezzo di unimmersione narcotica cronica. La sensazione di stoppa rinsecchita in mezzo alla gola, gli occhi oleosi e la bocca impastata, le gambe legnose, le braccia anchilosate e gonfie. Il peso sul petto. Le mani sporche e laspetto sudicio. La bocca che esplode, la lingua paralizzata e incolore. Lassenza totale di qualunque opinione, la personalità completamente svuotata.

Limprevedibile libidine e la percezione surreale dello spazio e del tempo. La psicosi e il sanguinamento, la testa che ciondola pesantemente contro la porta buia, fumante…fluttuante verso leterno… piscio luminescente e sperma raggrumato.

…per poi tornare bruscamente al tono dolce della descrizione delle percezioni acustiche:

Intorno non si sente altro che uno scatto daccendini e un soffice, effervescente suono di dischi graffiati, meraviglioso paesaggio sonoro.

 Gli stati alcolici non sono meno grotteschi e rivelano anche una vena d’ironia:

Attaccato alla bottiglia, saltello un pochino davanti allo specchio del salone. Faccio finta di suonare il vecchio pianoforte, tenendo il tempo a colpi di cappello. I piedi inebetiti. Ad ogni terribile nota stonata, struscio la lingua contro la barbetta ruvida che cresce appena sopra il labbro. Note gassose mi si gonfiano nella gola e culminano in un lungo rutto indolente. Un rutto! Non cambierò mai.

Volutamente ambiguo, Peter dissemina nei suoi diari metafore criptiche e oggetti dal valore simbolico che presto si sciolgono nella realtàdolorosa della sua solitudine. La sua stanza è vuota come una città dopo il bombardamento:

Un tempo tutte quelle macerie non mi sarebbero sembrate altro che lo scenario di un sogno. Bandiere sbiadite e borse di pelle vintage. Biglietti da dieci infradiciati e lettere con i bordi spiegazzati scritte in un inglese ossequioso da dilettanti investigatori italiani che hanno notato la sbalorditiva somiglianza tra una delle mie canzoni più belle e unoscura poesia di Emily Dickinson. La notte è fredda mentre mi distendo e mi rialzo dal letto e c’è la stessa atmosfera desolata di una città abbandonata dopo un bombardamento. Questa è la mia stanza, la mia polvere, la mia tenebra.

Le notti e i mattini sono dominati da incubi, angosce, paranoie:

Congelato e smarrito, sento che il famoso tormento si avvicina. Nella penombra osservo le mosche turbinare nelle correnti di aria calda. La notte arriva con un mattone in mano, sfondando la testa delle gente.

Sono un uomo solo
In un sogno
Schizzato da gocce
Di incubi………….

 Immerso in questa atmosfera sinistra, nel vacuo silenzio del primo mattino, ogni rumore diventa significativo e persino una serie di piccoli suoni si tramuta in un complotto diabolico…”

Il tormento d’amore è una costante della sua vita che ritorna a più riprese nei diari. L’oggetto d’amore è quasi sempre imprecisato (ma intuibile), il dolore insostenibile:

Non ce la faccio più
ti amo
tutta la mia orrenda disgrazia
il baccano
che ho confuso con la vita
una mente selvaggia, dannata

 Il ricordo di Kate, la certezza che mai niente eguaglierà i tormenti e le estasi che hanno condiviso, sono affidati alle pagine del diario…

Mio caro confidente, mio diario di Albione dalla copertina di cartone rigido, te lo confesso, sono ancora innamorato della donna, della ragazza.
Le estasi che ho patito e il tempo che abbiamo trascorso luno nelle braccia dellaltra sono stati di una tale importanza e rivelazione per qualsiasi cuore che potrei non sentirmi mai veramente diverso da come mi sono sentito quel primo giorno nel granaio, nel vecchio granaio…”

 …insieme all’ammissione che l’immagine di lei, sorridente su Grazia, è ancora terribilmente dolorosa:

Kate sorride chic, sfrontata e affascinante dalla copertina di Grazia. È il Grazia francese. Il mio nemico giurato, ovviamente. Il servizio si estende esuberante su sei pagine e la cosa più evidente è la mia completa, irritantemente irritante assenza in questa biografia educata e impeccabile partorita dalla mente di qualche PR e adornata da foto di classe, inclusa una del migliore amico di Kate, parrucchiere gay di successo nonché cacciatore noto anche con il nome di Re della Caccia, se la memoria non mi inganna. Linsulto è completato da una serie di foto di un centinaio dei suoi ex-dildo. Tesoro, oh tesoro… perchétutto questo? Mi ferisce forse di piùdi quanto non mi piaccia ammettere.

Ma le pagine del diario rivelano anche momenti di banale serenità quotidiana, di quella felicità che scaturisce dall’isolamento volontario e dall’assenza di ogni impegno:

Estasi mista alla sensazione estremamente gradevole che solo uno splendido isolamento può sprigionare. Amo non avere impegni, concerti, responsabilità. Nulla. Solo le candide coperte del mattino, della sera, del pomeriggio.

 Questi giorni trascorrono senza drammi, senza orari, senza denaro eppure con qualcosa di così meraviglioso – qualcosa di così vicino alla felicità.

I diari di Doherty rivelano questo e molto altro. Poesie moderniste, inni al verso libero, aneddoti dalla prigione e confessioni di questo figlio del secolo sono custoditi in duecento pagine macchiate di sangue e di inchiostro e attendono un editore italiano.

Aida Marrella

Traduzione dall’inglese a cura di: Aida Marrella

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