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Come scrivere Horror (e vivere infelici) – Parte 1

 

Era una notte buia e tempestosa… E poi come continua? Forse con tuoni, fulmini saette! O ancora morti viventi, corpi squartati, incubi che diventano realtà! Ma tutti questi elementi vanno saputi dosare, farli propri, piegarli alla voce personale di ogni scrittore che voglia lasciare un segno tangibile al suo lettore. 

Da oggi, fino al 31 ottobre – la notte più paurosa dell’anno, Halloween! – vi proporremo una guida veloce e ironica su come scrivere una buona storia dell’orrore, ideata e scritta dallo scrittore Giorgio Borroni (trovate la sua biografia in fondo al pezzo), pubblicata in precedenza sul gruppo Facebook È scrivere – Community per scrittori e che a noi è piaciuta così tanto da volerla riesumare e farvela gustare. 

“Spettri, zombi, gridai, venite, vi prego, venite a farmi compagnia”, scriveva Tiziano Sclavi ne “La circolazione del sangue”. E noi i mostri gli accogliamo. Ma solo se scritti a dovere!

La parte 2 sarà on line sabato 5

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GLI ARCHETIPI
Parte 1: Le basi

Se avete pensato di scrivere horror in Italia o siete degli incoscienti, e avete la mia simpatia, o siete dei pazzi, e in questo caso vi raccomando di farvi vedere da uno bravo, oppure avete un gran cuore, e quindi avete tutto il mio rispetto.
Contrariamente a quanto si possa pensare, all’estero l’Horror è un genere di tutto rispetto, tanto che se vuoi abbracciarlo nessuno ti darà dello sfigato.
Quello che è importante capire è però che, come in tutte le cose, non ci si può improvvisare scrittori, che siano horror o meno, ma proprio questo genere, nella fattispecie, ha avuto illustri teorici che ne hanno sviscerato meccanismi e formule.

Edmund Burke, nel 1757, nel suo saggio Sul Sublime scrisse: “[…] tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore”; il sublime può anche essere definito come “l’orrendo che affascina” (“delightful horror”). La natura, nei suoi aspetti più terrificanti, come mari burrascosi, cime innevate o eruzioni vulcaniche, diventa dunque la fonte del Sublime perché “produce la più forte emozione che l’animo sia capace di sentire”.
Dunque, se volete scrivere horror è questo che dovete suscitare: sensazioni forti che variano dalla paura al ribrezzo.

Far paura è facile e difficile allo stesso tempo, perché non basta assimilare le semplici regole per scrivere una scena ricca di suspense o incollare un Babau qualsiasi preso da una leggenda popolare. Dunque, se non si può infilare a gamba tesa un vampiro dai canini a punta o scrivere che la notte era buia e tempestosa, perché ho parlato di facilità?
Semplice, perché la paura è nata con l’uomo e bene o male a noi fanno paura sempre le stesse cose.
L’ignoto è il catalizzatore di tutte le paure, eppure man mano che noi scopriamo che i vari Babau non esistono o hanno spiegazioni scientifiche, non possiamo fare a meno di reiterarli in forma diversa. Mi spiego meglio. Nel 1347 la Peste Nera imperversava per tutta Europa mietendo vittime, ecco quindi nell’arte un florilegio di immagini raccapriccianti in cui la Morte appariva sotto forma di appestato, cadaveri disseminati di bubboni riempivano dipinti dell’epoca e il batterio della Yersinia Pestis veniva personificato, divenendo castigo di Dio o manifestazione diabolica a seconda dei casi. Bene, ricordate The Ring? Anche in questo film si parla di viralità sotto forma di maledizione, e il contagio avviene con una semplice VHS, che oggi fa tanto vintage, ma all’epoca era il supporto più usato. Dunque l’orrore scaturisce dall’avere i giorni contati da una malattia o per una maledizione, il tutto evidenziato da segni tangibili che preannunciano la fine, come i bubboni in un caso, o le foto distorte nell’altro.
Possiamo dire che la causa della peste è stata scoperta e non è di origine sovrannaturale, quindi il senso di orrore della malattia è stato rimaneggiato e adattato in una nuova veste più moderna (la VHS) con un retrogusto di superstizione che non guasta mai.

Freud, nel suo saggio “Il Perturbante” parla degli archetipi che ci portano a una sensazione di disagio, facendo riferimento al tabù del morto vivente: ci terrorizza chi torna dalla morte perché è una cosa innaturale, per questo zombie e vampiri hanno scorrazzato nella letteratura Horror e continuano a farlo.
Gli uomini primitivi avevano lo stesso terrore: che il morto potesse ritornare sotto forma di qualcosa d’altro, maledetto, per questo mettevano in atto la “doppia sepoltura”. Questa pratica consisteva nel piantare un chiodo nel cranio o nel cuore del morto per evitare che resuscitasse, ed era nata ben prima che Stoker la rendesse un’esclusiva del Dr. Van Helsing.
Gli archetipi vanno maneggiati con cura, altrimenti risultano inefficaci, come avevo già accennato.

Se la nostra intenzione è quella di terrorizzare, allora dobbiamo imparare a giocare con gli archetipi a seconda dello spirito del nostro tempo. Prendiamo il film REC, girato nella cattolicissima Spagna e Quarantine il remake girato nell’America post 11 Settembre. Nella versione europea gli zombie avevano a che vedere con la possessione demoniaca, mentre in quella a stelle e strisce il virus veniva liberato da terroristi. Questo vi dice niente? Due film uguali, con archetipi uguali (il morto che cammina), ma che per spaventare colpiscono in modo differente la cultura a cui si rivolgono.

Nella prossima puntata di questa rubrica parleremo quindi di come sfruttare al meglio gli archetipi rivitalizzandoli per creare una storia horror che rifletta il nostro tempo e, soprattutto, che spaventi!

Per chi non lo sapesse, la roba che realizzo la trovate in un fottio di stores, tipo questi:
Apple Books: https://books.apple.com/…/author/giorgio-borroni/id963966726
Audible: https://www.audible.it/search…
Google Play: https://play.google.com/store/books/author…
Il Narratore Audiolibri: https://www.ilnarratore.com/it/the-same-feature/1189/
Kindle: https://www.amazon.it/Satyros-Collana-ESCriver…/…/B073CBDCPT
Kobo: https://www.kobo.com/it/it/ebook/satyros-2
Storytel: https://www.storytel.com/it/it/authors/91741-Giorgio-Borroni
FUMETTI di Astromica:
DEAD AND ALIVE https://astromica.com/series/12
UNA NOTTATACCIA PER LEMMY BLACK https://astromica.com/series/64
ORRORE D’AUTUNNO https://astromica.com/series/50

Giorgio Borroni (1977), dopo la laurea in Lettere presso l’Università di Pisa e il diploma in Fumetto conseguito presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, ha curato e tradotto le edizioni di Frankenstein di Mary Shelley per Feltrinelli e di Dracula di Bram Stoker per Barbera. Ha inoltre tradotto La Lettera Scarlatta di Hawthorne per Liberamente e Io morirò domani, un thriller di Dawood Ali McCallum edito da Giunti. Sempre per Liberamente ha pubblicato un manuale di Letteratura Italiana per studenti. Da sempre appassionato di fumetti, ha collaborato con BD e J-pop per la traduzione di graphic novel come Parker di Darvyn Cooke, Body Bags di Jason Pearson, Battlechasers di Joe Madureira e della serie manga The legend of Zelda, Warcraft, Starcraft. Da sceneggiatore di fumetti collabora con Astromica che pubblica a episodi tre fumetti tratti da suoi testi: Dead and Alive, Orrore d’Autunno e Una nottataccia per Lemmy Black. Come docente ha insegnato “traduzione del fumetto” in un master universitario di II livello a Pisa, ha tenuto un workshop per la Scuola Fenysia di Firenze sulla letteratura horror e ha insegnato materie letterarie ai bambini e ai detenuti del carcere di Sollicciano. Due suoi racconti brevi figurano sulle antologie horror La serra trema volume 1 e 2. Dal 2015 a oggi ha prodotto alcuni audiolibri tratti da suoi racconti di varia durata in mp3, con all’interpretazione dell’attore e doppiatore Edoardo Camponeschi (Midnight Club, Orrore d’Autunno, Hello Darkness, Zombie Mutation). Framax Audiolibri ha realizzato la versione audio di Satyros, un suo romanzo breve originariamente commissionatogli dalla Community Escrivere.com. Come illustratore realizza con tecnica digitale opere fantasy, horror e di fantascienza che compaiono in numerose copertine di Anonima GDR webzine e sul volume 1 della nuova edizione della antologia digitale Altrisogni, edita da Dbooks. Una sua illustrazione compare nel manuale del gioco di ruolo Charme. La sua ultima pubblicazione, sempre per Framax, è una traduzione con raccolta di saggi del Reanimator di Lovecraft.

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