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Le Frottole di Francesco Villari

Dialoghi, ritratti, riflessioni sull’acomunicazione che si risolve nel Mantra: “Tutto è il contrario di tutto. L’informazione è la controinformazione. La conferma è la smentita. La bocca della verità è senza denti. Chi ha orecchie per intendere è sordo. Chi ha le mani in pasta ha pure una fame insaziabile ed antiacidi in scorte sufficienti. Chi ha il culo pieno sta solo aspettando di cagarti addosso.” 

Francesco Villari, che potremmo definire, con una formula nota, “poliedrico artista”, sa usare le parole perché sa leggere la realtà che lo circonda, nel quale è circondato e spesso preda. 

Sabato Frottole raccoglie gli articoli che l’autore ha scritto per l’omonima rubrica contenuta sul sito ciavula.it , storie surreali ma anche realistiche, favole (im)morali, anarchiche e iperrealiste, come ad esempio “Díuccio, che tutti chiamavano semplicemente Uccio, era quello che aveva due doni: era immortale e sapeva rendere felici le persone. Ma lo odiavano praticamente tutti. 

Essere amari e fuori dagli schemi di questa nostra contemporaneità che incasella e s’imbriglia essa stessa nelle gabbie dalle quali tenta di districarsi. 

“Nel momento topico ti senti presente, così convinto che sia tutto sotto controllo. Così convinto di avere tutta la situazione in mano. Ma è proprio nella certezza, nella padronanza, nella routine del dato acquisito che il rotolo ti cade, rimbalza quel poco che basta per farlo fermare nella sua goffagine (non si dice goffagine, lo so) ed eccolo lì, pronto per srotolarsi ed intraprendere fiero il suo percorso verso la libertà. Un percorso non preciso ma geometricamente inappuntabile verso la libertà. 

Ma è davvero libertà quella a cui è andato incontro approfittando della nostra distrazione? 

Lo senti quell’impeto libertario, quel brivido che i più arguti filosofi a noi contemporanei definirebbero “buonista”, di chi è stato capace di donargli un finale alternativo nel cassonetto in vece di un destino già segnato tra i meandri di un culo stretto? 

Oppure ti succede che, come nella tua vita di carne e ossa e feci, interviene qualcosa di inaspettato? Dio solo sa quanto sia ampio il raggio di qualcosa di inaspettato. E poi lo scopri anche tu, l’ho scoperto anche io, e lo scopriamo tutti quando le cose ci succedono. E quando lo scopriamo, ci diciamo “ma che cretino che sono, come cazzo ho fatto a non pensarci?” 

Le cose succedono, le case ci annegano, le chiese promettono, le “quasi” ci fottono.”

Le frottole di Francesco Villari, così come il termine chiede, non si prendono sul serio, d’altronde l’autore sa che viviamo in una “TORRE DI BLABLABLELE” somigliante al Condominio ballardiano, fatta di simboli e di elevati imperi del destino.

Francesco Villari sa dosare gli stili, mostrandoci le sue storie/parabole come un laico razionalista in tempi follemente irrazionali.

Sono Frottole, ma solo per chi non le sa leggere. 

 

Giovanni Canadè

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