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Pro capite – Un racconto di Domenico Vitale

Il nuovo racconto inedito scelto dalla redazione di Biblon è scritto da Domenico Vitale

Vi ricordiamo che potete inviare i vostri racconti alla mail g.canade@biblon.it

Buona lettura!

***

Pedro Nel Gòmez

Si sudava, come da protocollo, sotto il sole cocente che, puntuale, batteva senza pietà le colline ai piedi della Sierra Chaguarama; c’erano tutti abituati, e infatti nessuno dei contadini, tra le chiacchiere condivise durante il lavoro nei campi, si lamentò del gran caldo.

La marcia di rientro di una dozzina di lavoratori si sviluppava lungo un sentiero abbracciato da due file di alti e verdissimi guayacan, che dall’alto delle loro fronde, facevano da testimoni al rientro dei braccianti: l’intenso fogliame schermava i raggi solari facendo sì che a terra si creasse un ipnotico pattern di ombre a pois, in costante movimento.

Andreas invece di dirigersi subito verso casa, si prese una pausa sedendosi e appoggiando la schiena al tronco di uno dei guayacan.

Il passo dei suoi compagni, il suono delle loro chiacchiere era piacevole quanto il fresco dell’ombra dopo le ore passate al sole.

Arrivato a casa, trovò la porta posteriore aperta e il suono di un annuncio commerciale che proveniva dalla radio, riempiva la cucina: si pubblicizzava una birra, e la gola iniziò ad ardere.

Fortunatamente la vista di sua figlia Natalia permise ad Andreas di dimenticare momentaneamente la birra: stava facendo i compiti, super concentrata nonostante la musica ad alto volume.

Che studi? Qualcosa che ti piace?” le domandò “Ciao papi, si, sto studiando geografia”

ribatté Natalia “i fiumi, i mari, le città, l’economia…”

Andreas fece un cenno di assenso: ricordava della geografia dai suoi pochi anni di scuola soprattutto perché la associava alla grossa cartina del Sudamerica appesa in classe, usata poche volte, difatti aveva quasi più una funziona scenografica che didattica, ma così grande che occupava metà parete e, a quanto pare, era riuscita a occupare più della metà dei suoi ricordi scolastici.

Voi avete una mappa in classe Nati?” le chiese

Si certo, ma lì puoi vedere soltanto i nomi dei fiumi, delle città, e i paesi hanno dei colori così strani: la Colombia è tutta rosa, il Brasile è quasi marroncino; mappa politica la chiama la maestra, ma a me fa un po’ strano…”

Se l’avessi disegnata io” la interruppe Andreas “per la Colombia avrei scelto un bel verde scuro per la zona dove viviamo noi, e un verde più chiaro per tutta la zona che si avvicina al mare”

Alla parola mare, Natalia smise di ascoltare suo padre, altrimenti come al solito, avrebbe iniziato a parlare di quando, durante la leva militare, passò sei mesi a Cachopata, nella base della Marina. Lo stesso Andreas, notando che sua figlia aveva ripreso a leggere, continuò a raccontare a se stesso quella storia, quei momenti, non per nostalgia, ma evitare che il ricordo si sbiadisse: non avendo una memoria da elefante, era questa la motivazione che preferiva dare a chi gli rimproverava di rivangare troppo il passato. Non malinconia, ma esercizio mnemonico.

Intorpidito dal ricordo, finalmente si scosse quando le gambe accusarono il peso delle ore in piedi nei campi e fece per sedersi al tavolo, lo stesso dove Natalia ancora leggeva.

La pagina era ancora quella di geografia politica e Andreas poté riconoscere la mappa della Colombia, che aveva visto tantissime volte a scuola, da militare e in qualsiasi ufficio pubblico nel quale aveva messo piede (poche volte, non era un grande amante della burocrazia e degli impiegati statali).

Senti papà, già che stai qui, posso ripeterti la lezione?” fece Natalia e suo padre, che contento e sorpreso dalla richiesta, avvicinò a sé il libro.

La Colombia è una repubblica presidenziale, produce principalmente petrolio, canna da zucchero, mais e caffè. L’agricoltura riveste ormai una scarsa importanza mentre l’industria ha avuto negli ultimi decenni uno sviluppo diseguale. Il pil pro capite è pari a diecimila seicento dollari…”

Andreas sapeva bene che viveva in una repubblica federale che esportava grosse quantità di petrolio; così come non gli era nuovo ascoltare che nel suo paese si produceva canna da zucchero, mais e caffè. Era a conoscenza anche del fatto che l’industria aveva avuto un andamento un po’ claudicante negli ultimi anni: tutti ricordavano ancora la chiusura della fabbrica di vestiti, grazie alla quale, per diverso tempo, molte persone poterono smettere di rompersi la schiena a petto nudo nei campi e lasciarsela distruggere dalla fabbrica (ma protetti dall’uniforme rossa della Salinas Industies)

Quello che però ignorava era cosa diamine fosse il pil pro capite; se ne accorse anche Natalia che notò lo smarrimento negli occhi di suo padre che non seguiva più le righe giuste sul libro. Domandò quindi a Natalia:

Che cosa significa che il pil pro capite è pari a diecimila seicento dollari?” fece

Vuol dire che ogni persona ha un reddito che più o meno è di diecimila dollari…” Natalia non finì di parlare perché cominciò a ridere di suo padre al quale era venuta su una faccia bianca che aveva momentaneamente cancellato l’abbronzatura di anni e anni passati sotto il sole cocente.

Che c’è papà? La professoressa ci ha spiegato che…” ma Andreas ancora intontito, le fece un gesto con la mano, indicando la porta, le porse il libro e si allontanò borbottando “Diecimila dollari, cioè trenta milioni di pesos…”

Ma come era possibile, si chiedeva, che ai ragazzi si insegnasse nelle scuole una visione così distorta della realtà? Era più che sicuro che neanche facendo una colletta tra tutti i suoi amici e amiche, sarebbero arrivati a trenta milioni di pesos.

Il matrimonio della sorella del marito di sua cugina Cinta, evento maestoso, a cui parteciparono centotrenta paesani, era costato un milione e mezzo di pesos (anche se Cinta aveva probabilmente esagerato per vanità..)

Forse i libri erano un po’ vecchi? O addirittura non venivano aggiornati da prima dell’inflazione?

Non poteva essere, prima di quella catastrofe economica, neanche suo padre aveva mai guadagnato quelle cifre. Con la testa che gli scoppiava, incontrò fuori dal mini market, Tiago, che faceva il macellaio e sicuro guadagnava più di lui e di altri contadini.

Suo figlio era nella stessa classe di Natalia: pertanto dopo i convenevoli, Andreas mise a conoscenza Tiago dell’enorme errore che stava scritto proprio sul libro sul quale i loro figli studiavano.

Trenta milioni di pesos di reddito per ogni colombiano?” la sorpresa aveva segnato il volto di Tiago “Questo può succedere solo se vinciamo tutti alla lotteria Andreas, deve essere un errore, o hai letto male sul libro” aggiunse.

Ma no, stavo ascoltando Natalia che ripeteva la lezione: prima l’ho sentito da lei e poi l’ho letto direttamente sulla pagina, credimi, c’era scritto così”.

Tiago, con la superiorità che la sua condizione lavorativa gli offriva, perseverò nello scetticismo e invitò Andreas ad andare a casa sua, voleva controllare lui stesso.

Quando se ne rese conto, la sua reazione fu diversa da quella che ebbe Andreas: scoppiò a ridere, gli sembrava una barzelletta e prese ad inveire contro “chi dovrebbe in teoria aver studiato e invece non fa altro che scrivere stronzate del genere, ministero dell’istruzione dei miei coglioni”.

All’improvviso, anche il volto di Tiago si scurì: “Se lo legge mia moglie, è capace di pensare che anche io guadagni trenta milioni e che io le nasconda i soldi; tra me e un libro scolastico, non crederà mai a me, figuriamoci. Veloce Andreas, dobbiamo risolvere al più presto questa cosa”

Andreas si lasciò trascinare dalla foga di Tiago senza mostrarsi entusiasta o contrariato perché si era perso, provando a quantificare trenta milioni di pesos: immaginava tutti i colombiani con le tasche piene di soldi, i cassetti e gli armadi di ogni casa straripanti di bigliettoni, una sorta di repubblica di Weimar latina (senza inflazione però).

Il suo peregrinare mentale finì quando sentì Tiago bussare alla porta di don Tomàs Mosquera: il signor Mosquera era proprietario di un’azienda abbastanza grande, attiva nella distribuzione e produzione di zucchero e di chicharron di maiale. Insomma era il principale sia di Tiago che di Andreas.

Il paese era piccolo e, vuoi o non vuoi, si conoscevano un po’ tutti di vista. Entrambi si aspettavano di essere ricevuti dalla signora Mosquera o da un domestico ma fu lo stesso Tomàs Mosquera ad aprire e ad accoglierli calorosamente, con un bicchiere di vino nella mano.

Non vi invito ad entrare perché stanno arrivando i miei suoceri a cena, per cui mi aspettano anche le ultime faccende, ma ditemi, cosa volete? Spero che non si tratti di qualche problema di lavoro? Altrimenti, non me ne vogliate ma vi saluto e ne riparliamo domani.”

No signor Mosquera, si tratta di una faccenda che va oltre il lavoro” incalzò Tiago, mentre Andreas era fermo e si guardava i piedi, timido.

Sui libri sui quali studiano i nostri figli, e anche i suoi, c’è scritto che ogni colombiano guadagna…”

Che il reddito pro capite in Colombia è diecimila seicento dollari signor Mosquera” finì Andreas, rubando la scena a Tiago, che gli lanciò un’occhiata piena di risentimento.

Lei che se ne intende di grosse cifre, sa meglio di noi che questo valore, questa statistica, questa informazione insomma sta assolutamente fuori dal mondo. E quello che mi preoccupa, è la lacuna del sistema scolastico e, non di meno, le conseguenze nefaste che questa disinformazione potrebbe generare. Io non vorrei che questa falsa notizia si sparga, in paese, sa, se lo sapesse mia moglie poi vorrebbe che le spiegassi dove metto i soldi invece che darli a lei…” continuò di nuovo Tiago.

Il signor Mosquera, con la mano libera, interruppe Tiago e, una volta ottenuto il silenzio guardò entrambi, lisciandosi i baffi esclamò: “Sono contento che vi siate accorti del declino qualitativo del sistema scolastico nazionale” fece.

Sapete anche a me è capitato di leggere questa cosa. Proprio l’altro ieri, anche io da buon padre, ho aiutato Marisa a ripetere la lezione. Lei frequenta la stessa scuola dei vostri figli, che peraltro è l’unica in paese. Fosse per me l’avrei mandata a studiare altrove, ma mia moglie preferisce tenerla vicino ancora per qualche anno, quindi le tocca formarsi nel pubblico per il momento” sconsolato continuò “Bene, anche Marisa ripeteva la lezione di geografia quando mi accorsi di questo strafalcione. Anche io caro Tiago, nel leggere la distribuzione del reddito nel paese, venni preso dai sudori freddi. Come te, ero preoccupato della reazione di mia moglie. Qualora avesse sentito che nel paese il reddito medio è di trenta milioni di pesos, le sarebbe preso un colpo, avrebbe di certo pensato che eravamo diventati all’improvviso poveri, trenta milioni di pesos sono una inezia d’altronde e si sarebbe lasciata prendere da un facile isterismo…”

Le parole di Tomàs Mosquera si interruppero, subissate dal tonfo del corpo del povero Andreas che era appena svenuto.

 

(c) 2021 Domenico Vitale

 

Domenico Vitale, “sono nato nel 1988 in Calabria e senza pensarci troppo mi sono iscritto e laureato in Statistica. Da che ho memoria, mi è sempre piaciuto leggere, sfogliare, qualcosa: dalle enciclopedie, ai romanzi, ai saggi, passando per le pagine di Wikipedia e le riviste.
Come ogni amante della lettura, mi diverte anche scrivere, per noia, sfogo ed ego”

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