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Pubblicare in self publishing – Intervista a Sarah Arenaccio

Terzo appuntamento con la nostra rubrica dedicata agli autori self.
Questa settimana tocca a Sarah Arenaccio (qui la nostra recensione al suo Dal vangelo secondo Paolo Fox ).
Buona lettura!

 

 

Parlaci di te.

Sono un’insegnante precaria di inglese e letteratura inglese. Sono nata a Roma quasi trentasei anni fa, l’unica figlia di una coppia di non udenti (anche se mio padre preferisce definirsi sordo, in barba al politically correct). Ho conseguito la laurea con lode in Lingue e Letterature Straniere all’Università Roma Tre, con una tesi sulla metanarrativa nel romanzo neo-vittoriano, confrontando nello specifico La donna del tenente francese di John Fowles e Possession di A.S. Byatt. Questo studio approfondito ha fatto sì che sviluppassi un occhio critico verso la narrativa e la sua tendenza più o meno naturale al ripiegamento su di sé, il che mi è tornato utile in tempi recenti. Sono sposata con un ingegnere navale che se ne va spesso in giro per il mondo a vivere avventure rocambolesche, lasciandomi sola a combattere con i nostri due figli, di cui il maggiore è affetto da un disturbo dello spettro autistico, mentre la piccola è una iena proprio di suo. Quindi scrivo ogni volta che posso, nei ritagli di tempo e nei momenti più impensati: con un figlio in braccio, a tavola durante la cena, in bagno. Questo non significa che parli di me nelle mie storie, ma piuttosto che la mia sensibilità è di tipo diverso: il mio sguardo sul mondo è inedito, se vogliamo, inconsueto. La mia prospettiva è inevitabilmente filtrata dal bagaglio di esperienze inusuali che mi porto dietro.

Che tipo di romanzi scrivi?

Come dice Stephen King, è naturale scrivere ciò di cui si ama leggere e, dato che io leggo veramente di tutto, scrivo anche un po’ di tutto. Finora mi sono cimentata in un thriller psicologico, un romanzo di formazione e un chick-lit, facendo anche una brevissima incursione nella poesia. Rigorosamente in inglese, perché le idee strane vengono sempre a me. Sono ancora piuttosto fiacca con i racconti, ma vorrei lavorarci su.

 

Da quanto pubblichi in self?

Sono un’autrice giovane dal punto di vista della maturazione letteraria. Ho cominciato a scrivere tardi, mi sono decisa solo all’inizio del 2017 e ho pubblicato il mio primo romanzo self a giugno dello stesso anno.

Hai mai pubblicato con un editore “tradizionale”?

Non ho mai pubblicato con un editore tradizionale per diverse ragioni. Quando ho iniziato a scrivere Incosciente, il mio primo romanzo, non sapevo niente sul mondo dell’editoria e i suoi meccanismi e non mi sono neanche posta il problema, sinceramente. Mi sono limitata a scrivere, rivedere, correggere e autopubblicare. Quando ho scritto L’identità perfetta, invece, trattandosi di un mainstream, ho tentato la via della pubblicazione con casa editrice, ricevendo anche un riscontro positivo da cinque o sei piccole case editrici non a pagamento. Tuttavia, temevo di perdere il controllo sul romanzo: la copertina, la distribuzione, la scelta tra ebook e cartaceo, la promozione. Per questo insieme di motivi ho pensato che fosse meglio continuare sulla strada della pubblicazione in self.

Come giudichi la tua esperienza nel mondo del self?

Come tutte le cose, anche il self ha dei pro e dei contro. Considero pro la possibilità di autogestirsi completamente, sia nei tempi che nei modi. Questa può rivelarsi un’arma a doppio taglio nel momento in cui non si ha la più pallida idea di ciò che si sta facendo. Mi spiego meglio: come la legge, neppure il mondo del self ammette ignoranza. Ci si deve reinventare grafici, geni del marketing, influencer e non limitarsi a scrivere, se si vuole emergere come autopubblicati. In questo senso, io parto svantaggiata a prescindere dalle qualità che si possano o meno riscontrare nei miei romanzi, perché sto cercando di acquisire in tempi brevi delle competenze di vario genere per fare in modo di essere letta da qualcuno. Il punto è questo, essere letti: è difficile e c’è tanta concorrenza. Se, da un lato, molti si definiscono scrittori con troppa leggerezza, contribuendo ad abbassare gli standard della pubblicazione in self, dall’altro, anche coloro che hanno delle qualità spiccate faticano ad emergere, in un continuo livellamento verso il basso, alimentato anche dalle recensioni falsate. Ho scoperto, infatti, solo di recente che esiste un vero e proprio mercato di recensioni, che, ad oggi, restano l’unica possibilità per i self di essere notati dai lettori e, in caso, anche dalle case editrici.
Nonostante tutto, resto convinta della mia scelta, che ben si adatta alle mie esigenze personali di scrittura e libera espressione.

 

 

Sarah Arenaccio (Roma 1983) è l’unica figlia di una coppia di non udenti. Attiva nell’interpretariato per famiglie, è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università Roma Tre. Insegnante precaria, ha da poco conseguito l’abilitazione. Vive a Roma con il marito ingegnere navale e i loro due bambini, di cui uno affetto da un disturbo dello spettro autistico. Finalista a diversi premi letterari, è risultata vincitrice del Concorso Letterario Fuori dal Cassetto 2018. Nel 2017 ha autopubblicato il thriller psicologico Incosciente e una raccolta di poesie in inglese dal titolo A window on my mind. Nel 2018 ha autopubblicato il romanzo di formazione L’identità perfetta. Dal vangelo secondo Paolo Fox è il suo terzo romanzo.

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